Non è necessario rimuovere la pelle, che verrà ammorbidita dalla marinatura ed è commestibile. Assicurarsi di rimuovere la pinna dorsale tagliandola con una forbice, in modo da rimuovere le lische più coriacee.
2
Preparare una soluzione fatta per metà di aceto di vino bianco e per metà di succo di limone fresco.
3
Aggiungere un pizzico di sale, mescolare bene, e immergere i filetti di aringa nella marinatura così ottenuta
4
Riservare in frigo per almeno un’ora, verificando che la carne dell’aringa abbia assunto una colorazione bianca.
Nota
In questa marinatura, le aringhe si conserveranno in frigorifero per quattro o cinque giorni. Conservandole più a lungo, l’elevata acidità comincerebbe a digerire eccessivamente le proteine trasformando la carne da soda a poltigliosa.
5
Servire con un accompagnamento di insalata, oppure su una fetta di pane di segale integrale o una galletta di cereali integrali di tipo norvegese. In questo caso, le aringhe sono servite su un letto di pak choi crudo e gambo di cipollotto fresco.
Dr. Stefano Vendrame Nutrizionista, Fulbright Alumnus, Ph.D. Scienze della Nutrizione
Appunti di cucina
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#PesceAzzurro
Impariamo a cucinare col pesce migliore di tutti, per profilo nutrizionale, protezione dai contaminanti e sostenibilità…