Si può mangiare la buccia dell'arancia?

Sì. Utilizzata tradizionalmente per preparare prodotti dolciari, come marmellate o scorzette candite, la buccia dell’arancia si può anche mangiare direttamente come tale, insieme al resto della polpa.

Ecco quali sono i suoi vantaggi…



Controllo dell’indice glicemico

La polpa dell’arancia è ricca di acqua, vitamina C, folati, xantofille, e polifenoli antiossidanti come flavanoni (esperidina e narirutina), e flavoni, che sono peraltro poco diffusi negli altri alimenti. Nel caso delle arance rosse, anche molte antocianine.

Ma è anche molto zuccherina, ragion per cui non bisogna esagerare con le spremute. Consumare l’arancia insieme alla sua buccia, invece, consente di rallentare l’assorbimento degli zuccheri e quindi abbassare l’indice glicemico grazie alla sua fibra.

Pectine

La parte bianca e spugnosa, insapore o leggermente amarognola, compresa tra la polpa e la scorza esterna degli agrumi, è chiamata albedo ed è una fonte formidabile di pectine, un particolare tipo di fibra solubile. È grazie a queste pectine che è possibile preparare le marmellate di agrumi, oppure sfruttare l’arancia nelle diete dimagranti per indurre la sazietà: basta mangiare un pezzetto di buccia d’arancia mezz’ora prima di un pasto, insieme a un bicchier d’acqua. Le pectine si gonfiano nello stomaco formando un gel, e il senso di sazietà subentrerà prima durante il pasto.
Per tutti gli altri, l’albedo è semplicemente un’ottima fonte alimentare di fibra solubile, con tutti i benefici che ne derivano per la salute.

Flavonoidi

Arance e limoni sono considerati a buon diritto ottime fonti di vitamina C, non solo per il quantitativo assoluto di tale vitamina, ma anche perché si trova insieme ad un gruppo di sostanze fenoliche, i flavonoidi (un tempo chiamati bioflavonoidi o vitamina C2), che agiscono sinergisticamente alla vitamina C favorendone l’assorbimento e l’attività biologica. Tali flavonoidi, però, sono concentrati principalmente nell’albedo appena sotto la scorza.

Terpeni

Nella scorza esterna, chiamata flavedo, si trovano piccole tasche lisigene piene di terpeni limonoidi, che sono gli oli essenziali volatili responsabili del profumo della scorza degli agrumi, e che schizzano fuori se spremiamo la scorza. Oltre alla loro funzione aromatica, questi terpeni svolgono anche attività protettive per la nostra salute in quanto spiccatamente antiossidanti e anticancro.

Calcio

La polpa dell’arancio non è una buona fonte di calcio, ma nella sua buccia se ne concentrano ben 160 mg per etto. Per avere un riferimento, il latte ne contiene circa 110 mg.

Beta-carotene e vitamina E

La scorza di tutti gli agrumi è anche ricca di betacarotene, responsabile delle colorazioni gialle, rosa o arancioni, di acidi grassi poliinsaturi, e di vitamina E.


Come mangiarla?

La buccia degli agrumi è utilizzata tradizionalmente per preparare marmellate o scorzette candite, o per preparare liquori come il limoncello, il triple-sec, il Cointreau e il Curaçao.
Il modo più salutare di consumarla, è mangiarla insieme al resto del frutto: anziché sbucciare l’arancia e mangiarla a spicchi, basta lavarla e tagliarla a fette da mangiare con la forchetta e il coltello.
La scorza degli agrumi può anche essere usata a scopo decorativo nei piatti, oppure grattuggiata per dare un ottimo sapore a insalate, verdure, o piatti freddi di cereali.
Anche la spremuta di agrumi fatta a pressione invece che con lo spremiagrumi, estrae parte degli oli essenziali della buccia, così come lo fanno estratti o centrifughe.

Trattamenti di superficie

Molti sono innocui, come l’utilizzo di cere naturali (cera d’api, gommalacca, cere tropicali) per sigillare i pori della buccia e prolungare la sua conservabilità, oltre a conferire un aspetto lucido. Altri sono meno piacevoli, come l’utilizzo di paraffine e altri derivati del petrolio, oppure di derivati del benzene ad attività antimuffa quali difenile e ortofenilfenolo. Dal 2000, l’utilizzo di tiobenzadolo è stato vietato, anche se qualcuno lo usa ancora illegalmente.

Meglio non trattate

Se vogliamo essere sicuri che i nostri agrumi non siano stati trattati, acquistiamo agrumi prodotti da agricoltura biologica o cerchiamo specificamente la menzione ‘non trattati’. In alternativa, cerchiamo quelli in cui siano ancora attaccate le foglie, indizio inequivocabile dell’assenza di trattamenti sulla superficie.





Articolo di

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Dr. Stefano Vendrame
Nutrizionista, Fulbright Alumnus,
Dottore di Ricerca in Scienze della Nutrizione

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