A cosa servono gli omega-3?

il blog del nutrizionista

Come sappiamo, uno dei problemi delle diete occidentali moderne è un grave sbilanciamento tra acidi grassi poli-insaturi della serie omega-6 e quelli della serie omega-3. Idealmente, tali nutrienti andrebbero introdotti in quantità circa pari.

Nei paesi occidentalizzati, invece, introduciamo in media 12 volte più omega-6 che omega-3, principalmente a causa dell’eccessivo utilizzo di oli di semi nei prodotti trasformati dall’industria, e del consumo di alimenti animali prodotti dagli allevamenti intensivi, dove gli animali vengono nutriti con i cereali.

Ecco i cinque principali benefici che possiamo ottenere incrementando il consumo di omega-3 nella nostra dieta, in modo da riequilibrare questo rapporto…


1. Ridurre i livelli di infiammazione

Gli eicosanoidi prodotti dagli omega-3 hanno attività anti-infiammatoria, nel senso che placano la spinta infiammatoria degli eicosanoidi prodotti dagli omega-6. Come sappiamo, se la risposta infiammatoria è un meccanismo salvavita quando si tratta di liberarci da batteri patogeni o cellule tumorali, livelli sub-clinici cronicamente elevati di infiammazione sono alla base del rischio di malattie degenerative come tumori e aterosclerosi.

2. Mantenere il sangue fluido

Le prostacicline prodotte dagli omega-3 inibiscono l’aggregazione piastrinica, laddove i trombossani prodotti dagli omega-6 la promuovono. Se da un lato la formazione di coaguli piastrinici è importantissima per rimarginare le ferite e le lesioni dei vasi sanguigni, una eccessiva tendenza all’aggregabilità piastrinica è un fattore di rischio per infarto e ictus. Un buon apporto di omega-3 nella dieta aiuta a mantenere il sangue fluido, abbassando tale rischio.

3. Evitare problemi di ipertensione

Le stesse prostacicline promuovono anche la dilatazione delle arterie, mentre i trombossani ne promuovono la costrizione. Una eccessiva vasocostrizione determina un aumento della pressione sanguigna aumentando il rischio di accidenti cardiovascolari. Un buon apporto di omega-3 nella dieta aiuta dunque a evitare un eccessivo innalzamento della pressione del sangue.

4. Modulare la risposta immunitaria

Gli eicosanoidi prodotti dagli omega-6 stimolano le difese immunitarie difendendoci dagli attacchi dei patogeni e dalla proliferazione di cellule tumorali, una cosa in sé fondamentale. Tuttavia, senza gli eicosanoidi ‘ombra’ prodotto dagli omega-3, che pongono un freno alla risposta immunitaria, saremmo destinati a soffrire di numerose malattie autoimmuni: quelle situazioni patologiche, quali l’artrite reumatoide, per cui il sistema immunitario sovrastimolato comincia ad ‘attaccare’ le cellule sane del nostro organismo.



5. Controllare i trigliceridi alti

Nelle persone che hanno problemi di ipertrigliceridemia, cioè livelli cronicamente troppo alti di trigliceridi nel sangue, aumentare l’apporto di omega-3 si rivela molto spesso efficace nel riportare sotto controllo la situazione, abbassando i livelli di trigliceridi nel sangue.

Supplementi?

Una dieta equilibrata apporta da sola tutti gli omega-3 necessari a bilanciare gli omega-6 e a godere dei benefici di cui abbiamo parlato. Dosi superiori di omega-3 attraverso i supplementi, invece, possono essere utili alle persone che hanno problemi di malattie autoimmuni o infiammatorie, come l’artrite, e alle persone a rischio cardiovascolare che hanno problemi di ipertensione e trigliceridi alti, e vogliono evitare il ricorso a farmaci.

Quando evitare

Alcune persone devono evitare i supplementi di omega-3: le persone immunocompromesse (abbiamo visto come gli omega 3 tendano a deprimere lo slancio immunitario), le persone che hanno problemi di pressione molto bassa e le persone che hanno problemi di sanguinamento eccessivo, perché gli omega-3 fluidificano il sangue e inibiscono l’aggregabilità piastrinica. Anche le persone che già prendono farmaci anticoagulanti o per abbassare la pressione del sangue, non devono prendere supplementi di omega-3 per evitare un effetto esageratamente potenziato.

di Stefano Vendrame
Nutrizionista, Fulbright Scholar,
Dottore di Ricerca in Scienze della Nutrizione







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