La gestione dello stress

L’obiettivo degli uomini dovrebbe essere quello di massimizzare la propria felicità, eppure quasi tutti noi viviamo in città inquinate, lavoriamo come dei matti dalla mattina alla sera, in eterna lotta con l’orologio, sottoponendoci a incredibili pressioni per raggiungere prestazioni altissime, e sforzandoci di apparire sempre giovani, freschi e pieni di energia.

Perché lo facciamo? Accumulare denaro, accumulare successo, accumulare potere: siamo davvero convinti che siano queste le cose che possono renderci felici?

Non staremmo meglio, forse, se ci dessimo tutti una bella calmata?

In realtà, gli imperativi della società in cui viviamo portano ad una spersonalizzazione dell’individuo: da un lato ci troviamo ad agire in funzione di ritmi innaturali e a pensare secondo schemi imposti dalla società stessa, dall’altro non riusciamo mai a conquistare le certezze di cui abbiamo bisogno, e finiamo per restare soli con tutte le nostre debolezze, le nostre incertezze e la nostra fragilità.

Da questa contraddizione nasce un perenne stato di conflitto interiore che alcuni riescono a gestire abbastanza bene, ma molti altri somatizzano.

Insoddisfazione, tensione, mal di testa, insonnia, stanchezza, nervosismo, irritabilità, collera, esaurimento, depressione, palpitazioni, stitichezza, disturbi dello stomaco: sono piaghe drammaticamente diffuse legate ai continui stress a cui ci sottopone il nostro stile di vita.


La nostra vita ci sottopone continuamente a fonti di stress: quando non è il lavoro è la famiglia, quando non è la famiglia è la salute, quando non è la salute è il denaro, e così via.

Lo stress insomma è inevitabile, e se da un lato è positivo perché ci stimola, ci mantiene attenti e attivi, dall’altro bisogna imparare a gestirlo perché se supera una certa soglia rischiamo di esserne sopraffatti, mettendo a repentaglio la nostra salute psichica e fisica.

Poiché allo stress non si può eludere, bisogna saperlo controllare per evitare di esserne schiacciati. La sfida principale della società moderna è dunque quella di imparare a convivere con lo stress.


Numerose sono le fonti di stress e tensione: ritmi serrati e scadenze; problemi di lavoro e denaro;  relazioni interpersonali (amici, colleghi, superiori, partners…); questioni di famiglia; acciacchi e problemi di salute; rumori; traffico; inquinamento (di aria, acqua, cibo...); eccesso di stimoli (mezzi di informazione, pubblicità...); eccetera.

Vi possono essere eventi stressanti gravi (incidenti, malattie, lutti, condizioni ambientali estreme, sforzi esagerati...), ma quelli più insidiosi sono gli stress piccoli e continuativi, di cui è facile non rendersi conto ma che, essendo numerosi, si accumulano uno sull’altro e portano a conseguenze tangibili sul piano dell’equilibrio psichico e della salute fisica.

Nei periodi di stress acuto, il nostro organismo è programmato per innescare la risposta di lotta-o-fuga: le ghiandole surrenali si ‘spremono’ immediatamente per mandare in circolo l’ormone adrenalina, il battito cardiaco accelera, la pressione del sangue aumenta, le arterie periferiche si restringono pompando il sangue al cuore e ai muscoli e il sangue coagula più facilmente. Dal punto di vista evolutivo, tale meccanismo primordiale si è sviluppato per salvare la vita a molti dei nostri antenati: nel momento in cui un leone selvaggio ci sta per attaccare, infatti, ci fa comodo avere l’energia per combattere o per darcela a gambe levate, e se il leone dovesse morderci una gamba, il fatto che le arterie periferiche siano costrette e che il sangue coaguli rapidamente ci eviterà di morire dissanguati.

Fortunatamente al giorno d’oggi è molto remota la probabilià di imbattersi in un leone feroce mentre usciamo di casa per andare in ufficio, ma se conduciamo una vita particolarmente stressante il nostro istinto primordiale è convinto di trovarsi in questa situazione diverse volte al giorno! Come conseguenza i meccanismi di risposta allo stress tendono a restare cronicamente attivi, e quegli stessi eventi fisiologici che possono salvarci la vita durante lo scontro con un leone (tachicardia, ipertensione e tendenza del sangue a coagulare) possono divenire letali nel lungo termine, causando aterosclerosi, trombosi ed infine eventi cardiovascolari acuti quali infarto ed ictus.

Prima di arrivare a tali drammatiche conseguenze, gli squilibri ormonali causati da stress continui e prolungati possono manifestarsi con difficoltà ad addormentarsi o disturbi del sonno; tendenza ad ingrassare o a perdere peso; calo del desiderio sessuale; calo delle difese immunitarie e suscettibilità alle infezioni.

La compromissione dell’equilibrio psichico si manifesta con stati di frustrazione, angoscia, ansia e depressione. L’impressionante diffusione di allergie a cui stiamo assistendo oggi è sicuramente legata all’esposizione a tante nuove sostanze, ma dal punto di vista della psiche è una manifestazione del senso di rifiuto per quello che ci circonda.

Analogamente le malattie respiratorie come l’asma sono certo legate all’inquinamento dell’aria, ma sono anche manifestazione del senso di oppressione e della necessità di spazio per sé stessi.

Nelle civilità post-industriali è in impressionante aumento il numero di persone ipocondriache, afflitte dalla sensazione di avere una qualche malattia grave che nessuno è in grado di diagnosticare, con il senso di incomprensione, frustrazione e angoscia che ne deriva.

Questa convinzione è il frutto di un rapporto sbagliato con il proprio corpo, che viene percepito come un qualcosa di disgiunto dalla volontà, che sfugge al nostro controllo, che deperisce, invecchia, si ammala.

Il disagio nel rapporto col proprio corpo instaura un circolo vizioso per cui esso si allontana sempre più dalla volontà e ne diventa nemico. Si tratta di una spirale molto pericolosa, perché oggi sappiamo che a lungo andare l’organismo si convince di essere davvero ammalato e somatizza, ammalandosi sul serio.

La mente umana è talmente potente che può influenzare anche lo stato di salute o di malattia: chi ha un approccio positivo ed ottimista nei confronti della vita e del proprio corpo sviluppa maggiori difese immunitarie, si difende meglio dalle malattie e riesce a sconfiggerle più velocemente quando si presentano.

In molti casi questi problemi si potrebbero risolvere con poche sedute di psicoterapia. Purtroppo molto spesso si preferisce ricorrere a qualche farmaco che si limita a mascherare i sintomi senza risolvere il problema alla base.


Per fortuna tutti noi abbiamo a disposizione una vasta serie di strategie per tenere sotto controllo lo stress e scongiurare le sue nefaste conseguenze. Tutti possiamo imparare a vivere più serenamente il rapporto con il nostro corpo, un rapporto positivo e di armonia basato sulla scoperta che noi e il nostro corpo possiamo lavorare insieme, e non uno contro l’altro!


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